Estate. Alta pressione. Un binomio inscindibile. Saranno i venti africani che soffiano verso il nostro continente o sarà l’anticiclone delle Azzorre che ci tiene compagnia per parecchio tempo durante la stagione estiva, insomma fatto sta che l’alta pressione ci regala giornate di caldo e sole.

Esiste però un’altra alta pressione. Quella che non vai a controllare su ilmeteo.it e nemmeno vai a chiedere il parere di Giuliacci.

Non ce l’hai sopra la testa, non spazza via le nuvole. “Quella” alta pressione è dentro di te e scorre nelle tue vene.

golix e l'alta pressione

Un mal di testa che parte piano piano e non vuole mai finire. Poi, della serie aspetta-che-mi-provo-la-pressione-che-non-si-sa-mai e… bang! PRESSIONE ALTA? IO??? Io che sarò svenuto almeno 10 volte per cali di zuccheri con la pressione che mi scivolava sotto la suola della scarpe? No dai, sarà questo “baracchino” che non funziona. Riprovo. Stesso risultato.

E poi ti ritrovi a chiederti: ma è davvero una sorpresa?

Assolutamente sì.

Forse.

No.

Disturbi quasi insignificanti, scricchiolii più o meno rumorosi era da un po’ di tempo che facevo finta di non vedere o ascoltare. Arriva allora il momento in cui la mia carcassa ha detto “Fai l’indiano? Adesso ci penso io a farmi sentire!”. 160 su 96. La testa che ti va in pappa come un cocomero lanciato dal quarto piano. L’umore si fa burrascoso. Chiamo il medico. Naturalmente è estate (maledetta alta pressione) e c’è il medico sostitutivo. Mi dice che mi deve visitare per darmi qualcosa. La visita dura 2 minuti netti. Un’unica domanda: “Ultimamente ti sei incazzato?”. Eh-ehm… Forse non la chiamerei incazzatura. La chiamerei vita supersonica. Se mi guardo indietro per rivedere l’ultimo anno mi sembra di vedere uno di quei vecchi film muti in bianco e nero in cui gli attori vanno al doppio della velocità reale. E poi un macigno appeso sopra il mio coocmero in pappa: cambiare lavoro. Dopo 12 anni di lavoro da dipendente a tempo indeterminato, che detto oggi è come dire “miracolo”, l’idea di camminare con le proprie gambe per regalare a se stessi e alla propria famiglia una vita migliore. Ma poi vieni colto da dubbi atroci. Momenti di euforia e paure. E come ondate che si abbattono su di una scogliera, lo stesso fanno loro minando la solidità della mia testa prima e del mio fisico poi.

Basta. Te lo sei promesso quel 31 dicembre di quattro anni fa. Segui solo ciò che ti fa stare bene. E di strada da allora ne ho percorsa come mai avevo fatto prima in trentadue anni.

Dopo qualche giorno da quella promessa il primo appuntamento con la mia principessa. Dopo solo nove mesi il nostro matrimonio da sogno.

golix elisaluca

Poi mano nella mano a girare il mondo intero.

Progettare fino nei minimi dettagli il viaggio della vita in India e… Poi doverlo mandare in fumo per il migliore dei motivi possibili. Un motivo che ha un soprannome: Manina.

golix e manina

E come vi ho già raccontato Manina porta la rivoluzione nella mia testa. Cosa è veramente importante? Siamo importanti noi tre, è importante Golix e la sua matita sempre in pugno e la mia amata musica. E sempre seguendo il motto “Fai quello che ti fa sentire bene” eccomi papà-rock coinvolgere tre amici e mettere su un gruppo e per la prima volta in vita mia esibirmi su un palco. E sentirmi felice.

golix bersagliere

Alla felicità è facile abituarsi e quindi è necessario alzare l’asticella. Ed quindi eccomi qui, ma quanto pesa questa asticella? La pressione sale millimetro dopo millimetro. Sale perché sono io che sto dando un peso eccessivo a questa asticella, che in verità non pesa niente. Basta guardare quando è stato pesante dire sì alla felicità quel trentuno di dicembre di quattro anni fa.

Non è pesato per niente.

E nemmeno oggi.

E la pressione come per magia scende. Ma qui la magia non c’entra nulla.

Benvenuta estate.